Spread in calo, come le erogazioni. Cosa non torna?

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I migliori spread per un mutuo a tasso variabile di 140mila euro a 20 anni scendono sotto il 2%, arrivando a fine terzo trimestre 2014 all’1,95% e facendo registrare un calo del 25% dall’inizio dell’anno. Parallelamente la differenza tra gli spread offerti per mutui con finalità acquisto e mutui con finalità surroga si riduce a valori prossimi allo zero, con l’effetto quindi di rinforzare un trend già in corso. Le surroghe infatti – cioè la possibilità di cambiare le condizioni di un finanziamento in corso – nel terzo trimestre 2014 arrivano a spiegare un quarto delle richieste di nuovi mutui e il 21% delle nuove erogazioni, mentre sono molto diversi i numeri dell’Abi sulle erogazioni, che parlano di una crescita del 28% nei primi 8 mesi dell’anno).

È la fotografia sul mercato del credito per la casa scattata dalla Bussola di Crif e MutuiSupermarket, secondo cui «è il mercato immobiliare a tenere a freno la ripartenza del mercato dei mutui che nel primo semestre 2014 cresce solo del +3,4% (dati Bankitalia, ndr), portando i nuovi flussi di mutui erogati a fine giugno a 11,12 miliardi di euro (il 38% dei flussi registrati nel primo semestre 2008, pari a 29,26 miliardi di euro)». Gli ultimi dati sulle compravendite dell’Agenzia delle Entrate sono tornati infatti in negativo nel secondo trimestre 2014, portando il bilancio del primo semestre degli scambi ad un misero +1,4% su base annua. In un contesto in cui i prezzi continuano a diminuire: secondo le stime della Bussola effettuate sui valori delle perizie, il prezzo degli immobili nel terzo trimestre 2014 registra infatti una nuova contrazione del 4,7%, in linea con l’ultimo dato Istat che a giugno ha segnato -4,8% su base annua.

Tali numeri stridono se si pensa come, a fronte di una sostanziale crescita di mutui, calano le compravendite. Con una conseguente contrazione dei prezzi. La chiave di lettura più vicina alla realtà è che gli istituti bancari, principali imputati dell’affossamento del mercato immobiliare, abbiano nuovamente interesse a finanziare il mattone. A questo punto si attendono segni di vita dal mercato stesso.

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