La ripresa passa anche attraverso i mutui per le aste

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In un paese segnato in maniera profonda dagli effetti della crisi sulla capacità produttiva, il processo di risalita è finalmente cominciato, anche se sarà necessariamente graduale e a tratti farraginoso. Sia chiaro, nessuna crescita travolgente è alle porte, ma il peggio è sicuramente passato.

Le compravendite residenziali sono destinate a replicare su base annua l’ottimo risultato dell’ultimo trimestre 2014, con una crescita ormai non più circoscritta ai capoluoghi delle aree maggiori. A conferma dell’importanza della spinta creditizia nella determinazione degli andamenti di settore è possibile citare il notevole aumento del capitale erogato che, associato alla lieve flessione dell’importo medio concesso e del loan to value, testimonia la crescente rilevanza della componente sostenuta da mutuo. A fronte di un aumento delle transazioni nell’ultimo anno del 3,6%, la quota sostenuta da mutuo è cresciuta del 12,7%, mettendo in luce l’accresciuta incidenza della domanda fino a poco tempo fa compressa dalla selettività bancaria. Numeri incoraggianti soprattutto se uniti all’incremento delle erogazioni che nel 2014 aveva concorso in misura rilevante l’impennata di surroghe e sostituzioni, trainata dalla straordinaria convenienza dei tassi di interesse, nell’anno in corso, la crescita risulterà più equilibrata garantendo così maggiore sostegno alla risalita del settore immobiliare.

Altra variabile funzionale alla crescita del settore arriva dal mondo delle aste. L’eccesso di credito che nei floridi primi anni 2000 ha irrorato il mercato immobiliare, trova oggi fedele rappresentazione alla voce incagli e sofferenze che le banche si trovano a dover fronteggiare mediante robusti accantonamenti a copertura di crediti svalutati. Se per i principali gruppi il processo appare ben avviato, ancorchè tutt’altro che completato, per una parte significativa del ceto bancario la situazione non può dirsi ancora sotto controllo. Si tratta, tuttavia, di un quadro disomogeneo che finisce per limitare il potenziale di crescita del comparto immobiliare, alla luce della dipendenza da mutuo che gran parte del fabbisogno compresso continua a manifestare. La capacità del sistema creditizio di far fronte alle svalutazioni del patrimonio tutt’oggi all’asta e, al contempo, di sostenere la domanda, costituisce uno degli elementi su cui si fonda la ripartenza.

Le indicazioni provenienti dal settore bancario e dalle autorità di vigilanza restituiscono al proposito un quadro rassicurante. Pur in un contesto che rimane problematico, le azioni di irrobustimento patrimoniale realizzate e in programma, consentono di scongiurare accelerazioni delle alienazioni di crediti e asset che finirebbero inevitabilmente per provocare contraccolpi recessivi sul mercato immobiliare. E la volontà di finanziare gli immobili all’asta, monetizzando ed evitando di svalutare troppo il proprio patrimonio immobiliare

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