CEDOLARE SECCA PROROGATA RIDUZIONE AL 10% FINO AL 2019

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Introdotto nel 2011 con il Dlgs 23, disposizioni in materia di federalismo fiscale, il regime della cedolare secca si è da subito posizionato come soluzione alternativa, per chi affittava immobili ad uso abitativo, consistente nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo sui redditi di locazione.

Il vantaggio stava nell’applicazione di un’aliquota del 21% calcolata sul canone di locazione annuo concordato tra locatario e locatore nel relativo contratto.

A partire dal 2013 l’aliquota è stata ridotta al 15% mentre dall’anno successivo e fino al 31 Dicembre2017 si sarebbe pagato il 10% nei comuni individuati dal CIPE con evidenti carenze di disponibilità abitativa e nei grandi centri urbani ad alta densità di popolazione.
Il timore per inquilini e proprietari che fino a fine 2017 hanno beneficiato di quest’aliquota ridotta, era la ventilata ipotesi di un possibile aumento al 15% se non un drammatico ritorno agli albori dell’imposta iniziale, ovvero al 21%.

Fortunatamente, grazie all’iniziativa Casa Conviene, questa pessimistica ipotesi è stata scartata, il Governo ha infatti prorogato per tutto il 2018 e per il 2019 l’aliquota al 10% per tutti i contratti a canone concordato che abbiano una destinazione ad uso residenziale, inclusi quelli stipulati con studenti universitari e i contratti transitori.

Restano esclusi i contratti per le locazioni commerciali, i contratti a canone libero e gli affitti brevi che vengono tassati al 21%.

Per poter usufruire del regime di cedolare secca bisogna essere proprietari degli immobili che si intende affittare oppure titolari dei diritti reali di godimenti (ad. es. Usufrutto).

In pratica il proprietario non paga le imposte di bollo e di registro e il canone di locazione non va ad accumularsi ad eventuali altri redditi dichiarati, inoltre l’immobile locato garantisce una riduzione del 25% su TASI e IMU.

Scegliere il regime della cedolare secca è molto semplice e può essere effettuato in sede di registrazione del contratto con lo stesso modulo RLI utilizzato per registrare il contratto o negli anni successivi utilizzando sempre il medesimo modello entro i 30 giorni precedenti alla data di scadenza dell’annualità indicata nel contratto di locazione.

Il pagamento per il 2018 dovrà essere effettuato in un’unica rata entro il 30 Novembre 2019 (per quello del 2017 invece va pagato entro il 30/11 di quest’anno) se l’importo è inferiore a euro 257,52.

Qualora l’importo sia superiore il pagamento viene effettuato in due tranche con acconto del 40% entro il 30 Giugno e saldo entro il 30 Novembre. L’adesione a questo regime deve essere comunicata dal proprietario all’inquilino preventivamente a mezzo raccomandata che va mandata prima della sottoscrizione del contratto per non andare incontro a sanzioni.

Nella lettera deve essere espressamente indicata la rinuncia all’aggiornamento del canone annuale ISTAT non previsto all’interno di questo regime fiscale.

AGEVOLAZIONI IMU E TASI PER CHI DA L’IMMOBILE IN COMODATO

Tenere sfitto o comunque libero un immobile, oltre ad essere formalmente poco etico (vista la sempre più forte richiesta di alloggi) è anche decisamente poco conveniente. 

Non solo per il naturale deterioramento di un bene che viene lasciato in balia a sè stesso e dell’usura del tempo ma anche per le notevoli spese che lo stesso presenta e che non vengono ammortizzate. 

Se proprio non la si vuole affittare, meglio darla ai propri figli o ai propri genitori (in ogni caso parenti in linea retta di primo grado) in comodato d’uso. 

Una soluzione che permette di avere all’interno del proprio bene investimento, una persona che se ne prenda cura alla stregua del buon padre di famiglia ma anche la possibilità di forti sconti sulle tanto vituperate tasse sulla casa. 

Ad eccezione delle categorie di lusso, infatti, tutti gli immobili residenziali in comodato, adibiti ad abitazione principale (per il comodatario) usufruiscono di un’agevolazione del 50% su IMU e TASI. 

Importante a tale scopo che il proprietario registri il contratto, possieda un solo immobile in Italia (oltre all’abitazione principale) e dimori nello stesso Comune ove è situato l’alloggio. L’agevolazione decorre dalla data di stipula del contratto che deve essere registrato con l’apposito modello 69 dell’Agenzia delle Entrate. In caso di contratto verbale, va specificato nel modello come tipologia dell’atto la seguente dicitura “Contratto verbale di comodato”.

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