L’ALBA DEGLI SMART VILLAGE: UN’OPPORTUNITÀ DI RINASCITA

L’emergenza vissuta nell’anno appena concluso, non ha semplicemente imposto un lockdown temporaneo su scala globale, ha innescato una vera e propria rivoluzione industriale.

La ricchezza, il know-how e i servizi si ridistribuiranno sul territorio e obbligheranno a ripensare le città e i piccoli comuni rurali fino a creare veri e propri smart village. Francesco Roesler, Senior Landscape Architect & Masterplanner dello studio internazionale Dar Al-Handasah, ha spiegato in cosa consistono.

Secondo Roesler da una parte “bisogna iniziare a progettare la decrescita delle città, mettendo in primo piano la qualità e non la quantità, il commercio di quartiere e non i megastore, l’economia circolare e non il consumo indiscriminato”.

Ma, allo stesso tempo, “bisogna anche programmare in maniera sostenibile la riqualificazione degli insediamenti rurali e dei sobborghi urbani” attraverso:

•          Infrastrutture e telecomunicazione: è fonda-mentale poter avere oggi la connessione WI-FI;

•          Produzione e distribuzione locale di energia alternativa;

•          Produzione e distribuzione locale di cibo e risorse, diminuendo l’impatto ambientale del settore alimentare;

•          Mobilità sostenibile, d’altonde lavoro in remoto vuol dire meno tempo speso viaggiando e più tempo a disposizione, incrementando la mobilità lenta e le basse emissioni;

Diminuzione del consumo di suolo, riqualificando, ammodernando e ristrutturando ciò che già esiste.

Le conseguenze positive, secondo l’architetto, non tarderanno ad arrivare anche per il turismo, sicuramente uno dei settori finora più duramente colpiti ma che, paradossalmente, potrebbe trarne anche i maggiori vantaggi.

“Sembra un paradosso ma molti di noi quest’estate hanno avuto la possibilità di trascorrere periodi più lunghi del solito in località considerate turistiche, come le riviere dei laghi lombardi, complice il lavoro in remoto. In alcuni casi ciò ha inevitabilmente portato maggiore ricchezza nelle tasche degli imprenditori e commercianti locali perché il periodo medio di permanenza del turista in smart working è passato da una a tre o anche quattro settimane”.

La flessibilità ha poi consentito  ai lavoratori di gestire le ferie in modo da spalmarle di più durante il corso dell’anno, piuttosto che concentrarle in un unico periodo. Nei luoghi di villeggiatura della nostra Regione, primi fra tutti la campagna e la regione dei laghi, i prezzi immobiliari decisamente inferiori rispetto ai capoluoghi stanno spingendo sempre più persone a interrogarsi se valga la pena investire in una proprietà in tali luoghi, piuttosto che in una grande città, riattivando borghi che in genere, finita la stagione turistica, si spopolano, portandovi ricchezza, rilocando servizi e potenziandone le infrastrutture; in alcuni casi addirittura trasformando il concetto di casa vacanze in prima casa.

Se un fenomeno del genere si verificasse potrebbe stravolgere completamente il concetto di urbanità e dell’abitare, deviando investimenti e progetti urbanocentrici verso località ad oggi considerate periferiche per iniziare a perseguire la visione degli Smart Village piuttosto che l’utopia delle Smart Cities. Si arriverebbe a costruire una rete di villaggi futuristici che, unendo un contesto geografico e climatico privilegiato, qualità architettonica e tecnologia, possono rilanciare interi territori attirando maestranze, giovani professionisti, con relative famiglie, e quindi imprese e investimenti.

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