VMC e sanificazione degli ambienti

Negli ultimi mesi abbiamo capito quanto sia importate vivere e respirare in ambienti salubri. Questo ha fatto esplodere la domanda di prodotti che contrastino la diffusione di agenti inquinanti e patogeni e portato all’evoluzione di nuovi materiali e tecnologie.

Tra i sistemi più diffusi c’è la VMC, ventilazione meccanica controllata, un sistema a funzionamento continuo che espelle l’aria viziata dai locali cucina, bagno e lavanderia, e ne immette fresca dall’esterno in soggiorno e nelle camere da letto effettuando un ricambio lento ma costante d’aria filtrata nelle stanze.

Questi impianti sono fondamentali specie negli edifici di nuova generazione, tanto isolati da essere privi di un naturale ricircolo e rischiare di dare spazio alla formazione di condense e muffe.

Grazie a questo dispositivo, invece, la qualità e la salubrità delle abitazioni migliorano e al contempo si aumenta la prestazione energetica dell’edificio perché si limita la dispersione dovuta all’apertura delle finestre e si verifica un recupero di calore dall’aria in espulsione, che può superare il 90%.

In virtù questi chiari benefici è curioso che una delle prime applicazioni italiane in ambito residenziale sia stata motivata dall’esigenza di un maggior comfort acustico di un condominio, locato tra una linea ferroviaria e un’area industriale. L’apparecchio infatti è silenziosissimo e permette di cambiare l’aria pur restando isolati dai rumori esterni.

L’installazione richiede in genere opere murarie e un’attenta valutazione della dimensione dell’impianto rispetto ai metri cubi dell’appartamento.

La Vmc può essere associata ad apparecchiature per la bonifica degli ambienti, ad esempio i filtri a carboni attivi, ideati per garantire la sterilità delle sale operatorie, che contrastano anche i cattivi odori. Facili da installare con sistemi stand alone, comportano un certo onere in tema di smaltimento dei filtri e di necessarie manutenzioni programmate, non sempre effettuate con regolarità in ambito domestico.

Una delle tecnologie più promettenti per efficacia e biocompatibilità è la fotocatalisi, nata per il settore aerospaziale. Questa soluzione si basa su una reazione di ossido-riduzione naturale indotta dalla luce UV, è installabile senza opere murarie, ha bassi consumi energetici e una manutenzione pressoché assente, anche se richiede una progettazione estremamente attenta.

Analoga alla fotocatalisi e basata sempre su un processo naturale, senza l’aggiunta di disinfettanti, è la ionizzazione (o elettrificazione) dell’aria a plasma freddo o temperato, che carica elettricamente le particelle dell’atmosfera interna alla stanza trasformandole in un gas ionizzato a temperatura ambiente che disaggrega composti organici volatili e membrane proteiche di virus e batteri.

Il futuro sarà con ogni probabilità la somma di diverse tecnologie, prevenienti anche dall’impiego di nuovi materiali, impiegati nell’edilizia e nell’arredamento e capaci di combattere smog e batteri.

Esistono già in commercio vernici e superfici che integrano elementi chimici (ioni d’argento, ma anche di titanio o di rame) in grado neutralizzare la presenza di virus, funghi e batteri e particelle chimiche inquinanti.

Le maggiori sperimentazioni sono in corso nel campo delle pitture, che da anni è impegnato nella produzione di materiali sempre più prestazionali, capaci di funzionare in microclimi diversi, dal momento che sono moltissime le variabili che possono influire sull’efficacia dei prodotti.

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